Le pratiche che ruotano intorno alla transumanza ovina, conclusasi durante gli anni ’50 del secolo passato, segnano, ancora oggi, l’identità e il paesaggio dei territori coinvolti.
Queste hanno condotto a uno studio etnografico, a una mostra itinerante e a una pubblicazione (intitolate “La Routo”). Realizzati dall’Ecomuseo della Pastorizia (Pontebernardo), dall’Institut d’Ethnologie Méditerranéenne et Comparative (Aix-en-Provence) et dalla Maison de la Transhumance, sono presentati, da oltre un decennio, in una trentina di siti, dalla Provenza alle Alpi.
La piana della Crau è un luogo ideale per conoscere le emigrazioni dei pastori piemontesi e, più in generale, dei pastori alpini. Sulle pareti degli ovili, dei rifugi e dei pozzi, oggi ancora in uso, i pastori hanno lasciato centinaia d’incisioni e graffiti.
Queste iscrizioni contengono riferimenti a nomi, cognomi, date… L’insieme ci permette di disegnare una mappa delle origini dei pastori, mappa che ricopre il territorio della transumanza provenzale-alpina.
I pastori erano soprattutto dei montanari, degli Alpini di lingua occitana provenienti da regioni distanti quali le pianure costiere della Provenza, il Vercors, l’Oisans, il Dévoluy, l’Embrun, l’Ubaye e, naturalmente, le valli piemontesi, soprattutto Stura, Maira e Grana, valli di cultura provenzale.
G. Lebaudy et D. Albera – La Routo (Ecomuseo della Pastorizia / Primalpe, 2001)
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Bertolotto Guiseppe. 1924. Pastore al Gamadou. Bergerie de Gamadou (plaine de la Crau).
